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PostHeaderIcon Uniti contro lo spreco

Il progetto “Brutti ma Buoni” ideato da Coop Estense aiuta Caritas-Porta Aperta nel soddisfare le esigenze alimentari di migliaia di bisognosi: dal 2007 le erogazioni sono raddoppiate.

“Questo spreco enorme del pane è scandaloso”. L’ammonimento del cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, in riferimento ai 180 quintali di pane gettati nella spazzatura ogni giorno a Milano, spinge ad estendere alcune considerazioni per tradurle nella realtà in cui viviamo...

 

Certo, Carpi non sarà Milano, ma la “cultura” dello spreco ci appartiene tanto quanto alla città meneghina. Un modo di vivere, di pensare, di agire, improntato all’abbondanza, al sovrappiù è parte integrante della mentalità della società odierna. Il pane non è il solo a rientrare in questa spirale di sperpero, ma pressappoco ogni genere di bene alimentare viene sprecato ogni giorno.

 

E a fronte di migliaia di bisognosi presenti nel nostro territorio, queste semplici ma gravi considerazioni provocano ancora più amarezza. Ma visto che la nostra è anche una terra di impegno e idee brillanti non mancano le soluzioni (magari parziali, perfettibili, ma decisive) per ovviare al problema: già da qualche anno la rete della grande e piccola distribuzione alimentare sostiene le associazioni di volontariato nella loro continua lotta all’emergenza nutrizionale della popolazione più povera. Tra questi soggetti, un ruolo di primo piano è ricoperto da Caritas-Porta Aperta Carpi, che riceve periodicamente, da Banco Alimentare, Coop Estense, Azione Solidale e Conad, derrate alimentari che andranno poi a riempire le sporte erogate ai bisognosi. “La maggior parte di questi prodotti – spiega Alessandro Gibertoni, responsabile del Centro di ascolto da cui partono le richieste di sostegno – proviene da Banco Alimentare, che rifornisce di beni a lunga conservazione, e Coop Estense, da cui riceviamo cibi vicini alla scadenza o con piccoli difetti estetici ma assolutamente commestibili: tra questi verdura, frutta, omogeneizzati, e da poco anche carne”. Infatti Caritas è uno dei fruitori del progetto “Brutti ma Buoni” (vedi scheda) di Coop Estense: a Carpi, i due punti vendita (l’Ipercoop Il Borgogioioso e il supermercato di via Magazzeno) portano avanti l’iniziativa, collaborando con ben 59 soggetti, come associazioni, parrocchie, comuni, enti e scuole. Solamente nel 2009 è stata donata merce alimentare per un valore di 394.600 euro e non alimentare per 65.600 euro, contribuendo al sostegno di circa 830 persone. Due volte a settimana, Ivo Maini, volontario di Caritas-Porta Aperta Carpi, si reca all’Ipercoop Il Borgogioioso e carica il furgone di beni alimentari che andranno a rifornire il magazzino di viale Peruzzi. Pensionato, dopo una vita lavorativa intensa, il signor Maini dedica una fetta del proprio tempo libero al volontariato: “Il lunedì e il mercoledì carico e scarico le merci che l’Ipercoop ci prepara; ho sempre lavorato e adesso mi piace rendermi utile alla causa della Caritas”. Il furgone fatica a partire, ma lui non dispera: “Dopo un po’ si avvia; è solo un po’ piccolo, a volte ci costringe a tornare una seconda volta per caricare ciò che è rimasto”.

“Negli anni c’è stato un incremento assai significativo dell’emergenza alimentare – commenta Stefano Facchini, direttore di Caritas Carpi –: le erogazioni di pacchi di beni di prima necessità sono quasi raddoppiate nel giro di tre anni. Nel 2007 erano 3.850, nel 2008 si è passati a 4.854 e nel 2009 si è arrivati a 6.743. La crisi incide pesantemente su questi dati”.

La recessione economica in atto, con il suo carico di licenziati e cassaintegrati, ha costretto diverse famiglie a rivolgersi ad enti come Porta Aperta per riuscire a soddisfare il proprio fabbisogno alimentare settimanale. “Tramite il centro di ascolto eroghiamo buoni spesa e sporte alimentari anche attraverso programmi della durata variabile, a seconda delle esigenze del singolo o della famiglia. La provenienza dei beneficiari delle donazioni alimentari è varia: in aumento le sporte erogate ad immigrati (nell’anno appena trascorso sono state 4.298, contro le 2.862 del 2008), ma anche quelle per gli italiani (1.830 nel 2008 e 2.261 nel 2009). Leggermente in calo invece quelle erogate a favore della popolazione nomade: 198 nel 2008 e 184 nel 2009”.

“Brutti ma Buoni”, la geniale intuizione di un caporeparto

Era il 1989 quando un caporeparto di un punto vendita Coop Estense ha ideato il nucleo di ciò che sarebbe diventato il progetto “Brutti ma Buoni”. Il disappunto per lo spreco di tonnellate di generi alimentari che marcivano o venivano ritirati dal commercio ha attivato l’ingegno del dipendente, che ha subito illustrato la propria intuizione ai vertici della struttura: evitare lo sperpero attraverso il supporto alle associazioni di volontariato e no profit, per essere protagonista nella sussidiarietà al territorio locale. “L'attività di recupero dei prodotti invenduti a fini sociali – spiega Isa Sala, direttore Soci e Consumatori Coop Estense – è uno dei progetti più rilevanti e che meglio concretizzano la missione sociale della cooperativa: essere un sostegno certo al territorio e a chi quotidianamente assiste i più bisognosi; diffondere, tra i dipendenti e gli oltre 600 mila soci della cooperativa, la cultura della lotta agli sprechi; essere promotori di iniziative capaci di salvaguardare il nostro ambiente, attraverso la sensibile riduzione dei rifiuti che “Brutti ma Buoni” comporta”. In maniera più strutturata dal 2003, Coop Estense ha via via esteso l’attività solidale nei diversi punti vendita sparsi in Emilia Romagna (province di Modena e Ferrara) e in Puglia. Nel 2009 “Brutti ma Buoni” ha visto il coinvolgimento di 40 punti vendita, che hanno effettuato 12.389 donazioni a 682 associazioni ed enti, per un valore di oltre 6 milioni di euro.

 

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